Mi chiedevo se ti andasse di essere giovani e tristi insieme

Lo possiamo fare ascoltando un po' di "lofi beat" in streaming su YouTube.

Ciao,

Io sono Vincenzo, e questa è Orco Zio, una newsletter scortese.

Non è vero: è sempre zio, parliamo di consumi culturali affini alla GenZ, e magari non te ne sei accorto ma la scorsa settimana non ti è arrivato nulla. Scusami, non ho avuto tempo. Eccomi impegnato.

Come andiamo? Io bene: è il 20 giugno ma il mio orologio interiore pensa sia ancora marzo. Prima o poi il mio inconscio e l’asse terrestre si allineeranno :)

Questa settimana volevo parlarti di una cosa di cui volevo scrivere da tempo: un po’ perché è stato — ed è — un trend così rilevante e diffuso che non potevo proprio ignorarlo.

Un po’ perché nelle ultime settimane non faccio che ricevere inserzioni a tema nelle Instagram Stories — su questa cosa di cui andremo a parlare, e di un tipo con la camicia aperta che promette di darmi consigli amorosi (no grazie).

Un po’, infine, perché tutta ‘sta giostra del lockdown ha ridato benzina a questo fenomeno, dopo che per qualche mese la fiamma si era un po’ indebolita.

Basta indovinelli: parliamo dei canali streaming con i beat lofi, che detta così è una cosa che non leggerei neppure io, ma fidati e vai avanti. Pls.


Cosa sono le “lofi hip hop radio”?

Ciao, sono sempre Vincenzo, e poco fa qualcuno nella mia stessa stanza mi ha chiesto: “Scusa ma perché stai ascoltando la musica del meteo di Sky?" E appunto: mentre ti scrivo mi sto sparando un tappetone infinito di beat rap strumentale calmo e rassicurante.

In questo momento a farlo su questa stessa pagina siamo in 37mila. Qualcuno nello stream dei commenti di fianco ha appena dato il buongiorno a tutti “from a rainy Mississippi morning.” Qualcun altro chiede se in chat ci sono studenti di medicina. Io lo sto facendo per te.

Comunque: le “lofi radio” sono una serie di canali YouTube che mandano in streaming questo particolare tipo di musica. Tendenzialmente, già a partire dal titolo, promettono di migliorare la tua concentrazione su qualcosa — tipo lo studio — o la tua sensazione di relax.

Esattamente come questa, che forse è la più famosa:

Notazione da millennial (ufficialmente sinonimo di "anziano"): ti ricordi quando un tempo si diceva che c’era un certo tipo di suono che riusciva a replicare sul nostro organismo quasi lo stesso effetto di certe sostanze?

Ancora adesso se cerchi su Google trovi centinaia di “La musica che ti droga”, “Sul web ora ci si droga con le onde sonore”, o ancora meglio “La droga sonora” risalenti a una decina di anni fa.

Ecco: la roba che si trova su questi canali non è come farsi un trombone d’erba, ma è comunque funzionale a qualcosa, col fine ultimo di riuscire a farti stare bene. Esattamente come questa newsletter 👉

Per capirci al volo, partiamo immediatamente con un elenco puntato delle cose che caratterizzano questi canali:

Che detta così, uno mi può dire: vabe’ sono delle playlist infinite di musica rilassona, cazzomene? Stai calmino.

(Immagine dell’autore)

Intanto, negli ultimi due o tre anni questi canali si sono moltiplicati qua e là, diventando quasi delle mediacorp con tanto di merchandising. Sono anche finiti nell’ultima stagione di Bojack Horseman, se l’hai vista e ti ricordi bene. Ne ha fatta una anche Will Smith. Apposto.

Poi: macinano milioni e milioni di views. Uno dei canali più noti, ChilledCow, ad oggi conta 5 milioni e passa d’iscritti e quasi 500 milioni di visualizzazioni totali. Su Spotify ha 400mila follower.

Qualche tempo fa YouTube si è sbagliata, ha buttato giù la sua live più grossa, e alla fine il canale si è trovato un video lungo 13mila ore da 218 milioni di views.

Lol.

Comunque sia: negli ultimi tempi il trend delle webradio lofi era un attimo sceso. Poi qualche mese fa è arrivata la q u a r a n t e n a, e tra marzo e maggio sono tutte tornate a fare numeroni, anche più grossi di prima.

Lo ha detto a The Verge — per esempio — l'admin del canale Nickolaas, Nick Stafford, e lo ha confermato con dei dati il duo che gestisce College Music, altro canale lofi da 150 milioni di views.

A detta loro in questo periodo le visualizzazioni sarebbero cresciute fino al 46 percento — cosa che li ha automaticamente ispirati ad pubblicare “lofi beats to quarantine and stay indoors to”, e a raggiungere automaticamente 17 milioni di views in un paio di settimane.

Adesso: lo so che ti stai facendo delle domande tronche tipo “ma cos?”, “ma com?” e “ma perch?”. Cerchiamo di capirci qualcosa assieme.


Cosa trovi in questi video?

Ciao, sono ancora Vincenzo, e stiamo parlando di flussi audio in streaming molto popolari che finiscono su una piattaforma su cui solitamente si pubblicano dei video.

Quindi, com’è naturale, le due cose più importanti da sapere su questo fenomeno sono: “che musica ci trovo sopra” e “chi è quella ragazza.” Andiamo con ordine.

Primo alert: di che musica stiamo parlando? Di chillout? Sembra, ma non proprio: sono più basi un po' rappettine, un po' r'n'b, un po' jazzy, solitamente portate avanti da loop di beat hip hop con aggiunte e sottrazioni di altri strumenti, bassi, linee melodiche, echi di frasi e rumori di fondo. È come stare in una sala d’attesa tristissima.

Sulla differenza tra chillout e questa roba, rimando a questo pezzo di Sergio Savini su Noisey:

“Mentre la chillout è una musica di decompressione dallo stress lavorativo e si somministra generalmente in luoghi adibiti allo svago post produttivo (cocktail bar e locali del genere) la musica trasmessa dalle lofi hip hop radio, diventa invece la colonna sonora lavorativa di una generazione che non ha conosciuto l’euforia del capitalismo ruggente né l’euforia del divertimento selvaggio. Il lavoro non finisce mai, ma si distribuisce sottilmente su ogni momento della nostra vita. Il motto “work hard party hard” degli yuppies è andato in pensione.”

Che al di là di eventuali o presunte pippe sociologiche, penso dia un po’ un’idea di quali possano essere i distinguo di fondo.

Altra cosa importante: sono canzoni “anonime”. Si susseguono una dopo l'altra, info su titoli e autori vengono condivise, ma non è quello il punto.

È un infinito flusso di coscienza melodico che ti porta ad avere nostalgia di qualcosa a caso, per il gusto di sentirti imbozzolato nelle coperte e nei ricordi. Una specie di passeggiata musicale consolatoria che finisce col sonno. Come l'ASMR, ma con il ritmo. Basta metaforone.

Qualcuno dice che l’ispirazione grafica sia stata questa.

Passiamo al soggetto nei video. Nei classiconi delle lofi radio c’è questa ragazza che studia in camera e ascolta musica dalle cuffie, scrive mentre fuori piove, ogni tanto sfoglia una pagina e ogni tanto guarda il gatto — che a sua volta guarda fuori dalla finestra. Praticamente la pubblicità di un Ciobar per zoomer.

In un’altra versione è a letto mentre ascolta musica e accarezza il gatto. In un’altra ancora studia dal balcone, o legge mentre fuori nevica. Cose così.

480mila views.

Comunque: questa estetica — la sua riproducibilità, e la ragazza in sé — è diventata inevitabilmente un meme. C’è anche una specie di videogioco, ed esistono diverse parodie. Le più notevoli: “lofi chill beats X hip hop study X waluigi”, ma soprattutto “lofi Giuseppe Conte mix - beats to relax/quarantine to”. Andiamo avanti.


Perché dovrebbe interessarmi?

Perché ha tutti gli elementi per essere un fenomeno interessante che magari ti è sfuggito, tutto sommato.

Onestamente, non so dirti per quale ragione centinaia di migliaia di studenti (e non) puntino su 'ste playlistone ogni giorno da tutte le parti del mondo — Italia compresa, che ha i suoi ascoltatori e la sua scena di beatmaker con discrete fortune all'estero.

Però sta succedendo, e con numeri rilevantissimi — che l’industria musicale vada in una direzione, che il mondo svolti per un’altra, che si possa tornare a uscire senza mascherine, o si debba restare a casa mentre piove e il gatto guarda fuori dalla finestra.

Crea il tuo pezzo lofi e mandamelo in DM per chillare tristemente insieme.

Poi vabe’: un po’ può esserci il fatto che è “una moda”, un po’ che a lato ci siano delle chat attive in cui fare gli scemi con altra gente.

E un po’ — come suggeriva il dj lofi Beowülf sul sito di MTV — il fatto che il genere, per com’è e come si è sviluppato, è in grado di riprodurre nostalgia a gratis, e “that’s what connects with people the most,” dice lui.

Secondo Clifford Summe, professore universitario della Virginia,

“I think that kind of stuff has always resonated with people (…) Any time people feel like they’re going through a tough time, it’s easy to look back on the happier past and to be able to enjoy that and live in that for a second as a form of escapism.”

Che considerando il feticismo per le camerette studentesche e i rumori bianchi di questi beat senza pressioni, è un buon modo per descrivere la cosa di cui stiamo parlando.


E con questo è tutto. Io me ne lavo le mani e corro a mangiare delle mandorle. Qui è dove ti lascio i link utili: per rileggerti le vecchie puntate, o per beccarmi su Instagram, su Twitter o su LinkedIn. Vuoi sentire della musica composta da me? È qui, pensa te.

Se ti va di sentirmi rispondi a questa mail. Se ti va di risentirmi, invece, magari fai attenzione a dove ti arriva zio: se ti finisce nella casella "Promozioni", spostala nella posta normale e aggiungimi ai contatti.

Ho parlato abbastanza. A presto. Ciiiao.

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