Come l'astrologia si è presa il tuo Instagram e tutto l'Internet

Contiene anche un meme con Bernie Sanders in guanti di lana. Incredibile.

Ciao,

Io sono Vincenzo e questa è zio, la newsletter importante.

Che si dice? Io ho un po’ sonno. L’altra volta abbiamo parlato di risse organizzate sui social, e ne abbiamo desunto che, diversamente da quanto urlicchiato dai media, probabilmente non sono “la nuova moda dei giovani”.

Intendiamoci: non è facilissimo capire cosa sia un fenomeno davvero socialmente rilevante, soprattutto quando si tratta di — che so — adolescenti, e ancora peggio quando a delineare queste traiettorie sono i media di cui sopra.

Anche noi ci facciamo ingannare facilmente, se ci pensi. Magari ci capita di vedere una dozzina di foto uguali, sette meme e la stessa canzone più volte, e tracciamo subito un trend: lo descriviamo, se lavoriamo nei circuiti dei consumi digitali. Oppure ci facciamo influenzare pensando sia “la cosa” del momento.

Quasi sempre sbagliamo. In questo caso NO.

Oggi NO, perché la cosa di cui parleremo è seriamente il genere di contenuto in cui ti capita di imbatterti da mesi, anni, sotto varie forme: sono gli oroscopi, e sono tornati.

Ho chiesto ad Alice — eminenza grigia di zio e Editor in Chief di VICE Italia — di approfondire la situa: davvero l’astrologia è “la cosa” dei giovani (dove giovani in questa newsletter sta per: Generazione Z)?

Vai Ali dicci tutto.


Cos’è questa ‘moda’ dell’astrologia?

Ciao! Come diceva Vincenzo, probabilmente anche oggi qualcuno tra i tuoi contatti di Instagram si sveglierà, prenderà in mano il telefono e pubblicherà uno screenshot della notifica di Co-Star. È quella con lo sfondo grigino, il titolo “Your day at a glance” e i messaggi tipo “Accept the fact that you have responsibilities today” o “There is no such thing as lying accidentally.” 

Hai presente, no? Ecco. Oggi parleremo di questo. O, per dirla meglio, di quella cosa che sta tra la pop astrology dei meme (esempio) e la pratica aggiornata della sun-sign astrology, cioè quel complesso di credenze per cui si individua il segno zodiacale di una persona a partire dalla posizione del sole a momento della sua nascita — banalmente, ciò che stabilisce che se fai gli anni oggi, 23 gennaio, sei Acquario. Buon compleanno!

Ecco invece di cosa NON parliamo quando parliamo di astrologia da qui in avanti: di Paolo Fox, della storia dell’astrologia occidentale o dell’astrologia in generale, come evoluzione dello studio degli eventi astronomici in civiltà antichissime dall’Asia all’America Centrale. Non parleremo nemmeno di pseudoscienza, confirmation bias, eccetera: per ora ti basterà sapere che l’astrologia, in questa sede, ci interessa come fenomeno culturale. 

Tra l’altro fino a poco tempo fa non raggiungevo neppure i requisiti minimi per accedere al mio tema natale (nessuno si ricordava l’ora precisa della mia nascita, e di conseguenza non era possibile calcolare ascendente ecc), quindi non so mettere correttamente “Mercurio retrogrado” in una frase. Però passo ore e ore e ore e ore su Internet, dove osservo contenuti come:

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Ovviamente.

Vincenzo di solito a questo punto mette un elenchino; lo farò anche io. Serve a raccogliere qualche numero sul tema “astrologia + Internet + giovani oggi”, e ci dà un po’ il senso di quello che ci apprestiamo a osservare:

  • Prima cosa: secondo un’indagine del 2019 condotta da MTV Insights su 1000 persone tra i 14 e i 29 anni, l’87% conosceva il proprio segno e il 65 consultava regolarmente l’oroscopo;

  • Nel 2014, uno studio della National Science Foundation in America concludeva che lo scetticismo nei confronti dell’astrologia era in netto calo, anche su traino dei più giovani;

  • Per la ricerca IPSOS “Divides among Public Opinion on Astrology and Horoscopes” del 2019, gli americani tra i 18 e i 34 anni sarebbero più inclini a ritrovarsi nel proprio segno rispetto alle generazioni precedenti, soprattutto nella fascia più giovane (e indifferentemente dall’età, come vedremo meglio poi, l’identificazione è più alta tra le donne e tra le persone non bianche);

  • Nel 2020, il traffico verso siti come Astro e CafeAstrology ha subito un incremento da febbraio a marzo, parallelamente al periodo in cui molti paesi del mondo imponevano lockdown;

  • Co-Star, l’app citata sopra — e che si presenta come un servizio iper-personalizzato che, unendo l’expertise di astrologi all’elaborazione del linguaggio naturale su dati NASA, permette “all’irrazionale di invadere i nostri stili di vista tecno-razionalisti” — nel 2019 vantava 5 milioni di download (allora era disponibile solo per iOS) e 5,2 milioni di finanziamenti di avviamento.

Insomma, basta questa piccola panoramica per suggerire che alle persone oggi frega almeno un po’ dell’astrologia. Ma come siamo arrivati ad account di meme iperspecializzati che legano i segni zodiacali a Bernie Sanders, Animal Crossing o i BTS? Cosa hanno fatto di preciso gli Zoomer in tutto ciò? E perché dovrebbe interessare proprio a te?


Da dove ‘nasce’ questo interesse per l’astrologia?

Anche se a inizio Novecento non era così raro che i giornali interpellassero astrologi (lo Smithsonian cita un profilo astrologico del New York Times del 1908 su “Theodore Roosevelt, sagittario” e quindi “persona audace”), l’opinione unanime è che l’interesse popolare per il tema abbia subito una svolta nel 1930, quando il successo inaspettato dell’analisi del tema natale della Principessa Margaret spinse il britannico Sunday Express ad affidare all’astrologo R.H. Taylor la rubrica “What the Stars Foretell”.

Un nuovo picco è arrivato negli anni Sessanta e Settanta, sulla scia del New Age, del boom delle riviste femminili e dell’entusiasmo del mondo pubblicitario per i segni zodiacali — usati per vendere qualsiasi cosa, dalla vodka a mutande e accendini.

Nei decenni successivi quell’interesse così specifico per l’astrologia è un po’ calato e, come scrive Daisy Jones su VICE, arrivati ai primi Duemila “pochi, a parte qualche sessantenne nell’area chill-out di Glastonbury, sembravano davvero interessati a una lettura approfondita della propria Venere.” Così, mentre gli oroscopi continuavano a essere parte dei programmi tv e delle riviste, l’astrologia diventava una parte più silenziosa e addomesticata delle vite di moltissime persone. 

Poi però è successo di nuovo qualcosa: nel giro di qualche anno sono nate app di astrologia come Co-Star (rieccoci) e The Pattern, pagine specializzate e di meme come @notallgeminis (568mila follower) e @poetastrologers (655mila follower) hanno invaso i social, e le rappresentazioni grafiche infinite dei segni hanno fatto il resto — stavolta non più sulle mutande da ordinare da un catalogo, ma tra le collezioni dei principali marchi di fast fashion.

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Nel 2018, in quello che a mio giudizio è un altro passaggio fondamentale della storia che stiamo raccontando, sono comparsi i primi articoli di grosse pubblicazioni che si interrogavano sull’ossessione dei Millennial per l’astrologia, dando via a una specie di trend autoavverante e di comoda eredità per la Gen Z.

Nel frattempo, così come il pubblico di questo tipo di astrologia pop si distingue da quello di un tempo, anche le richieste di chi si rivolge all’astrologia sono cambiate. Per il New Yorker, che cita l’astrologia psicologica di derivazione junghiana, 

“Oggi l’attrazione per l’astrologia ha più a che fare con la psicologia. È difficile comprenderne l’appeal senza aver prima osservato una lettura del tema natale, un’esperienza che trova nella terapia il suo analogo più prossimo.” 

Come spiega l’astrologa Quinn Cox, se più di 15 anni fa c’era chi voleva essere aiutato a trovare l’amore, oggi la cosa da trovare è se stessi, la propria forza e le proprie potenzialità. Ad alcuni questa “contaminazione” con la psicologia non è andata tanto giù, altri la usano per ricordare che l’astrologia di cui si appassionano non è un sistema di credenze ma uno strumento, altri ancora ribadiranno che in tv dobbiamo comunque ancora sorbirci Paolo Fox.

Noi ci prendiamo invece questo passaggio del New York Times:

“Una volta gli oroscopi erano perlopiù apolitici; promettevano viaggi, aumenti di stipendio, un colpo di fulmine in metro. Non c’erano appigli con l’economia globale, le disuguaglianze sistemiche e le altre strutture capaci di influenzare la vita di una persona. Negli ultimi anni, il genere ha acquisito una direzione più consapevolmente politica ed economica. In pratica, l’astrologia è diventata woke.”

Ma quindi, come avrebbe fatto l’astrologia a diventare “woke”, e di conseguenza a ri-affascinare una generazione?


Ok, come siamo arrivati qui?

Ecco una lista non esaustiva dei motivi che studi, persone esperte di astrologia, sondaggi, quotidiani e pubblicazioni specialistiche hanno individuato come fondanti di (o che io stessa in alcuni casi ritengo riconducibili a) questa massiccia presenza dell’astrologia nelle vite dei più giovani, disposti in ordine casuale, spesso sovrapponibili e parzialmente derivati da quanto ci siamo detti fino a questo punto:

  • L’incertezza dei tempi che viviamo (ehi, pandemia), che porta all’ovvia ricerca di certezze e in cui l’astrologia si inserirebbe come meccanismo di coping o di ricerca di controllo; 

  • L’allontanamento dalla religione, e il conseguente vuoto venutosi a creare;

  • L’aumento dei parti cesarei programmati, svolti in ore diurne e quindi all’origine dell’incremento di nascite col sole in decima casa (legato alla ricerca di affermazione e successo — due concetti a cui gli oroscopi sono sicuramente debitori);

  • La nostalgia per gli anni Novanta, vera o mediata dall’immagine che ne abbiamo, e la cui estetica si riflette alla perfezione in quella degli account Instagram sull’astrologia;

  • La memabilità;

  • Lo stress: in un citatissimo (e circoscritto) studio pubblicato nel 1982, lo psicologo Graham Tyson suggeriva come in molti casi la scelta di consultare astrologi fosse dettata da stress circa il proprio ruolo sociale o le proprie relazioni (sul collegamento astrologia - ansia c’è anche un paper del 2001). Studi recenti condotti in vari campi, dal lavoro a denaro e salute, assegnano a Millennial e Gen Z il titolo di “generazioni più stressate”;

  • La vittoria di Donald Trump nel 2016. L’astrologa Aliza Kelly, sul New Yorker: “Nell’era Obama l’astrologia era un piacere. In quella Trump, è una necessità”;

  • Il potere del linguaggio dell’astrologia, particolarmente adatto a un momento in cui il racconto di sé e la self-acceptance sono #temicaldi (non è un caso che uno dei testi più citati del 2020 in questo ambito sia stato “You Were Born for This: Astrology for Radical Self-Acceptance” dell’astrologa canadese Chani Nicholas);

  • Il senso di comunità e rifugio che l’astrologia può rappresentare per gruppi storicamente marginalizzati — quelli che, secondo la già citata ricerca IPSOS, sono anche maggiormente inclini a identificarsi nel proprio segno, e che mai come oggi si sono presi gli spazi e le possibilità di far sentire la propria voce;

  • Il fatto che Internet ci dia l’impressione di poter spiegare qualsiasi cosa, anche detto: “astrology is fake but Trump’s tax info gets revealed as soon as mercury goes into scorpio? ok

  • La commercializzazione del self-care;

  • La sete di traffico e download dei media online e delle app;

  • I soldi: per il 2021, l’azienda specializzata in ricerche di mercato IBISWorld prevede che negli USA i “servizi psichici” (astrologia, lettura dei tarocchi, medium...) avranno un mercato da 2,3 miliardi di dollari;

  • L’accessibilità: per citare di nuovo il sito di Co-Star, “in passato un livello di specificità [come quello garantito dall’app] era possibile solo avendo un astrologo personale; oggi, queste previsioni possono essere al servizio di chiunque”;

  • La riconfigurazione delle pratiche ‘New Age’ sulle fasce più giovani della popolazione (se negli ultimi mesi non hai ricevuto nemmeno un’inserzione da un account specializzato nella vendita di palo santo, significa che sei vecchissim*. Per tua fortuna, stai leggendo questa newsletter);

  • Il seguito e la rilevanza di personalità come la citata Chani Nicholas; 

  • La new spirituality e il pop occultism;

  • L’apertura sempre maggiore al dialogo sul benessere mentale, in cui la descrittività dell’astrologia non è in fondo così lontana dal modo in cui si formulano le domande (e le risposte) che una persona sperimenta in terapia;

  • L’evoluzione dell’astrologia stessa, che in certi ambiti ed esponenti si lega sempre di più all’attivismo, all’antirazzismo.


Cosa stai cercando di dirmi?

Arrivati a questo punto, sarà abbastanza chiaro che non serve CREDERE CIECAMENTE (in stampatello perché leggere ad alta voce queste due parole nel 2021 fa un certo effetto) nell’astrologia per “consumarla” online. 

Se l’astrologia è in generale un filtro applicabile a ciò che ci aggrada, il tipo specifico di astrologia di cui parliamo è un filtro particolarmente adatto a questi tempi e a chi fa la cultura di Internet, ovvero (anche) la Gen Z.

Questa astrologia, infatti, 1) si costruisce con schemi e simboli, proprio come il modo in cui comunichiamo, 2) è infinitamente personalizzabile (la regola 34 di Internet diceva “se una cosa esiste, allora ne esiste anche la versione porno,” e probabilmente ci sarà una regola che sostiene lo stesso degli account meme sull’oroscopo) ma al contempo rassicurante nella sua genericità, e 3) offre un vocabolario per rappresentare e rappresentarci.

Di nuovo, l’esempio più ovvio è Co-Star. Perché non c’è niente come il tiepido abbraccio di una AI che confeziona messaggi dall’estetica essenziale e il tono amorevolmente nichilista, pronta per essere condivisa e apprezzata in quell’incontro preciso tra complicità (tra persone dello stesso segno, o tra gli amici che sanno che sei “il solito Toro”) e autocompiacimento (“sono così esattamente perché sono Toro”).

(Immagine di Vincenzo)

Quasi alla fine di questa piccola indagine, quindi, possiamo provare a dare una risposta sintetica che fa più o meno così: la storia di come l’astrologia è diventata una fissa dei Millennial prima e degli Zoomer poi è più semplicemente la storia di come l’astrologia si è presa Internet. 

Forse, come scrive Julie Beck su The Atlantic, semplicemente “i Millennial [e la Gen Z] sono più a loro agio nel confine tra scetticismo e fiducia perché hanno trascorso una parte così grossa della loro vita online, in un altro spazio che è contemporaneamente reale e non.” Eh.

Ultima cosa prima di chiudere: l’astrologia — qualcosa di comodamente osservabile anche nei commenti ai contenuti che pubblichiamo sul magazine per il quale lavoro, VICE — è un tema che irrita un sacco di persone. Per molti, queste persone irritate sono in gran parte uomini etero cis. Tanya Ghahremani su NBC News, per esempio, si chiede: “l’astrologia sarebbe così polarizzante se fosse un campo che interessa soprattutto agli uomini?”

Ora: i generi non sono nulla di monolitico, queste distinzioni uomini vs donne sono limitanti quando non direttamente stupide, ed è tutto molto più sfaccettato di così (come lo è il ‘credere’ nell’astrologia, del resto). Ma è indubbio che, ad oggi, di astrologia si interessino principalmente donne e persone queer, e che l’astrologia sia molto spesso associata, anche a livello commerciale, a loro. 

Il perché ciò succeda è stato oggetto di vari articoli (su VICE, l’astrologo Danny Larkin ipotizza che l’astrologia, nel chiamare in causa le proprie debolezze e concetti come auto-sabotaggio e trauma, sia tendenzialmente l’opposto dell’adagio “sii uomo/fai il duro” e di tutto l’impianto che a lungo ha costituito l’educazione ‘maschile’), e non serve essere dei fini analisti per riconoscere che un sacco di attività ed esperienze giudicate ‘femminili’ sono a lungo state sminuite.

Ma che tutto ciò abbia a che fare anche col backlash che le espressioni minoritarie (il ‘femminile’ di cui sopra, il femminismo, l’inclusività, la fluidità, il non-binarismo, il margine) hanno ricevuto in questi anni, mentre si prendevano sempre più spazio online, mi sembra un punto di vista interessante. Nonché potenzialmente valido per tantissimi altri fenomeni di Internet. 

Comunque: io sono Alice, ho scoperto da poco di essere ascendente scorpione (capricorno ascendente scorpione) e non scrivo quasi mai. Ogni tanto do una mano a Vincenzo con la newsletter e forse ci rivedremo qui; se vuoi intanto puoi seguirmi su Instagram. Ringrazia con me Mai Vi, che ha riletto pazientemente tutto per evitare dicessi idiozie.


Cough-cough. Io invece sono di nuovo Vincenzo e sono qui per spazzare per terra dopo la festa: qui trovi l’archivio con le altre puntate; mi trovi anche su Twitch, Instagram, Twitter, LinkedIn; e se mi sposti nella casella normale di posta (e aggiungi questo indirizzo alla rubrica) mi aiuti a non finire in spam o “promozioni”.

Ciao alla prossima 🤌