Ti eri mai accorto che questi video assurdi stanno colonizzando YouTube Italia?

Probabilmente no.

Ciao,

Io sono Vincenzo e questa è zio, la newsletter che ti tiene aggiornato sui consumi culturali dei teenager. Che serietà.

Qui più o meno bene, relativamente. Non conto più i giorni di quarantena. Ho litigato due volte su due coi vigilantes del supermercato — che evidentemente hanno confuso il mascherone antigas con cui vanno in giro per un distintivo dei Navy Seals. Ma vabè.

Intanto un salutone ai nuovi arrivati (qui potete rileggervi un po' di vecchie puntate, se volete) e un grazie a tutti quanti gli altri, perché siamo ben oltre quota 1000 iscritti 🧢

Poi altra cosa: dopo un paio di uscite mezze tematiche (Social Boom e il suo "viaggio a Codogno"; Conte meme k-pop), oggi non mi vedrete scrivere il nome di quella cosa di cui stiamo parlando tutti perché: tregua.

Tra l'altro anche la rete in generale, i social, e la proposta contenutistica online si stanno pian piano adattando a questa malinconica "nuova normalità". E ti faccio un esempio.

Su YouTube fino a 8-10 giorni fa — nelle tendenze italiane — trovavi solo conferenze di Conte, edizioni del TgLa7, youtuber che si reinventavano virologi e modi per prodursi l'Amuchina a casa.

Adesso molto meno. Adesso nella top della settimana puoi trovare di nuovo decine di video inspiegabili tratti da canali che hanno tutti nomi simili, stessi attori, immagini d'anteprima da congiuntivite istantanea e titoli in italiano rivedibile.

“Condividi questo video con le tue amiche per instaurare un nuovo rapporto” — 1,7 milioni di views

Negli ultimi giorni in particolare c'è stata una specie di invasione di questo tipo di cose. Mi sono chiesto chi-perché-come-cosa-quando: era da un po’ che ci riflettevo, ma non avevo mai avuto la voglia di capirne di più. Adesso ho un sacco di tempo libero. Forse era meglio giocare alla Play.

Aggiustati gli occhiali sul naso e fai un respirone profondo: stiamo per calarci insieme in un pozzo nero che stava lì in giardino da un po’ senza che ce ne accorgessimo, e che ci porterà a Kazan, Russia. идти ДАВАЙТЕ.


Cos’è questa storia dei video-fotocopia?

In breve, questa settimana nelle tendenze italiane di YouTube potevi trovare video come:

Niente che differisca dall'offerta YouTube degli ultimi tempi: scherzoni, life hacks, cose "con cui potrai relazionarti". Ti invito però a far caso a: i nomi dei canali.

Anche se sembrano venire tutti dalla stessa pagina, questi video sono stati pubblicati da quattro outlet diversi:

Che come puoi capire bene sembrano tutti La Stessa Fottuta Cosa: “123 Go! [Eccetera]”. Se provi a guardare i video, tra l'altro, scopri che hanno anche più o meno gli stessi attori, le stesse voci fuoricampo, e grosso modo gli stessi contenuti.

Immagine dell’autore.

Ok. Sebbene possano apparire delle innocenti paginine di prankster tradotte di fretta, "123 Go! Challenge Italian" ha macinato finora 42 milioni di visualizzazioni totali, "Like Italian" 19, "Gold Italian" 29 e "Italian" — quella principale — DUECENTOVENTICINQUE. In totale sfondiamo i 300 milioni.

Mi dirai: buon per loro, ma quindi? Aspetta un sec.


Come sono questi video?

Intanto volevo già rassicurarti sul fatto che tra poco arriviamo a un piccolo colpo di scena. Prima però cerchiamo di ricostruire tutto brevemente.

Queste sono le principali caratteristiche dei video del "network" 123 Go!:

  • Ci sono sempre due o tre persone — solitamente attrici — che interpretano vari crucci, situazioni assurde, invidie, furbate della vita quotidiana (es: la tua amica è più alta di te e tu non riesci a prendere le noccioline nei cassetti più alti? Fagliela pagare così ;;;DDD);

  • Altro tema tipico sono i pratici consigli domestici all'interno di scene che dovrebbero riprodurre le loro — e nostre — esperienze quotidiane (es: le patatine ti si sono sbriciolate tutte? Passale in padella con un uovo!);

  • I protagonisti si muovono sempre all'interno di appartamenti mega fluo che mi fanno venire voglia di diventare un poeta crepuscolare marchigiano;

  • Cosa muy importante: c'è sempre una voce fuoricampo che fa sia da narratore esterno, sia da io narrante dei protagonisti con testi un po’ bizzarri (es: “Non c’è molto che possa rovinare una bella abbuffata di cibo spazzatura… E non dimenticarti dell’intrattenimento!”);

  • Il titolo dei video è quasi tutto in stampatello, reso con italiano dubbio, e comunque sempre un pochetto clickbaity (es: “TRUCCHI PENSATI PER FAR FRONTE A QUEI MOMENTI IMBARAZZANTI || Fallimenti da brivido”);

  • Tutto è così cringe che ti viene il dubbio siano ironici. E invece no.

Ecco: questo tipo di video sta totalmente ingolfando le tendenze e i suggerimenti di YouTube Italia — e non solo. Ce ne sono di simili anche di altri canali, soprattutto di "TroomTroom IT" (che forse conosci perché intasa anche la pagina “Esplora” di Instagram). Ma questo è il genere.

“Se sei fortunata, vi farete due risate! Ok, tante risate” — 3 milioni di views

In pratica sono come dei video di "Me Contro Te" scritti da Siri. Dovresti davvero vederne uno per capire: io ti consiglio "Momenti ambigui e fallimenti" e "Situazioni quotidiane davvero esilaranti".

Comunque: torniamo al nostro network preferito.


Cos'è "123 Go!"?

Penso di essere stato una specie di investigatore, in un'altra vita: perché ho cliccato sulla tab "informazioni" e ho trovato solo indirizzi mail che finivano con "@thesoul-publishing.com” 💪🏽

Quindi sono andato su thesoul-publishing.com e in effetti si scopre che "123 Go!" compare nel portfolio del gruppo: un editore digital che sul sito sostiene di avere 260 milioni di follower totali su una cinquantina di pagine Facebook, 420 milioni di iscritti YouTube, e soprattutto un ritmo produttivo da 2700 video al mese in 18 lingue. Limortè!

Al di là delle referenze da PowerPoint aziendale, nel network di questa TheSoul Publishing troviamo effettivamente canali da centinaia di milioni di views: c'è “BRIGHT SIDE” per esempio, che ha quasi 7 miliardi di visualizzazioni e una sequenza ininterrotta di contenuti a caso — rompicapo, "storie vere", cose ispirazionali, pseudo-misteri — da circa 3 anni.

Ricordi l’animale-parrucchino di Trump finito sui giornali italiani? 43 milioni di views

E poi c'è "5- Minutes Crafts" (altro mostro della sezione “Esplora” di Instagram), il vertical a tema life hacks e fai da te: è il quinto canale con più iscritti al mondo, ha altri N sottocanali su qualsiasi cosa, e secondo la company di video intelligence Tubuar Labs solo a giugno scorso ha tirato su 550 milioni di views su YouTube e quasi 2 miliardi su Facebook.

Secondo l’agenzia Nox Influencer, attraverso YouTube il solo “BRIGHT SIDE” avrebbe guadagnato tra i 413 e i 900 mila dollari al mese, cifre che per “5-Minutes Crafts” si spingerebbero fino al milione e otto.

Qualcuno ritiene che a novembre TheSoul Publishing sia diventata l’hub di entertainment su YouTube con la reach più alta al mondo — se si fa eccezione per Disney e Warner Media.

Insomma: questi qua sembrano proprio una media corp bella grossa, che adesso si sta prendendo il suo piccolo spazio nelle homepage e nelle pupille dei giovani utenti italiani, soprattutto — a giudicare dalla maggior parte dei temi trattati nei video — per quelli in età scolare.

E non ce ne siamo minimamente accorti.


Da dove spunta fuori “TheSoul Publishing”?

Come sappiamo bene, le linee temporali della Storia hanno cominciato a prendere traiettorie del tutto imprevedibili.

Così imprevedibili che adesso, se fossimo costretti a scommettere su come andrà a finire una determinata cosa, converrebbe sempre puntare le proprie fiches sull'incredibile, sull'assurdo, sull’inaspettato.

E visto che — appunto — viviamo ufficialmente in una gigantesca sceneggiatura sci-fi, ti dico subito che sì: esattamente come non stavi immaginando, in questa storia c’entra in qualche modo la Russia.

“Speriamo che questa amicizia possa sopravvivere al richiamo egoistico per il cioccolato” — 3 milioni di views

Spieghiamo meglio: stando a varie fonti giornalistiche americane, TheSoul Publishing Group sarebbe proprietà dei russi Pavel Radaev e Marat Mukhametov — quest'ultimo anche CEO di AdMe, altra agenzia di Kazan, Russia. La sede principale, però, si troverebbe a Cipro.

Adesso, io lo so di entrare in un campo minato quindi mettiamolo subito in chiaro: dire che una cosa è russa ovviamente non vuol dire automaticamente che sia manovrata da Vladimir Putin, che ci siano dietro delle disinfo-ops, o che da qualche parte nel centro di Mosca un burocrate tabagista stia alzando una cornetta di ceramica bianca per ascoltare quello che ci diciamo.

La mia sorpresa era ingenua: ogni settimana la tab principale e più influente di uno dei siti più consultati dai teenager italiani propone contenuti di una media company poco nota di origini russe.

Punto. Zero malizia — anche perché i contenuti che girano sulle piattaforme di TheSoul Pub sono sostanzialmente apolitici. Quasi sempre.

Immagine via Lawfareblog.com

Come segnala Lisa Kaplan, è capitato che su qualche canale del gruppo siano apparsi video — praticamente tutti rimossi, almeno quelli in lingua inglese — in cui si fanno ricostruzioni storiche viziate da un certo vaghissimo pregiudizio filo-russo.

È il caso per esempio del canale "Smart Banana", che in un video definiva Stalin il "Robin Hood russo", spacciava la teoria secondo cui l’Alaska sarebbe stata donata agli USA da Nikita Krusciov, e riusciva a infilare in chiusura anche una mappa del 2099 in cui la Russia ha conquistato l’intera Eurasia — tranne Turchia e Regno Unito.

Il video ha fatto un po' di casino in America ed è stato rimosso, così come è successo per “12 Countries That May Not Survive the Next 20 Years”, in cui si sostiene che gli Stati Uniti potrebbero presto vedere il proprio sistema collassare definitivamente a causa delle differenze politiche interne.

Altro dato segnalato da Kaplan: su Facebook — dove spesso distribuiscono gli stessi contenuti su varie pagine, diversificando appena il tono di voce — pare che canali appartenenti al gruppo TheSoul abbiano sponsorizzato negli USA contenuti di carattere politico.


Perché dovrebbe interessarmi?

Intanto ripeto, non sono di quelli che si fanno le pare con il cyber-spionaggio globale, né coi rubli, né con le inserzioni politiche sui social — quanti danni può fare Trump con un tweet in organico? E quanti può farne la stampa italiana pubblicando le bozze di un decreto prima che venga presentato? Ci siamo capiti.

Comunque, ti ho raccontato questa storia perché:

  1. Mi sembrava potesse essere interessante. Scusa;

  2. Volevo fare un veloce ragionamento su cosa siamo online e come usiamo internet.

Parto da qui. Quando pensiamo a YouTube — o meglio, a quello che ci funziona sopra in Italia — spesso ci immaginiamo questa schiera di ragazzini svegliotti che ci mostrano trucchi della vita quotidiana, che prendono parte a challenge stupidine, o che aderiscono a iniziative per accordi commerciali.

Buona parte del nostro YouTube è questo. Ma c'è una parte gigantesca e spesso sommersa di contenuti che semplicemente esistono perché sono pensati per poter emergere ad ogni costo, e che sono confezionati esplicitamente per assecondare un certo tipo di trend tematico, un certo tipo di ottimizzazione SEO, un certo tipo di impacchettamento grafico.

Per quanto la silenziosa estensione globale di un misterioso cluster di canali YouTube russi ci porti subito a pensare a una puntata di Mr. Robot, questi contenuti non vengono pensati e prodotti da mostriciattoli che parlano lingue per noi incomprensibili.

Sono cose prodotte da gente come noi, con strumenti non diversi dai nostri: gente che lavora nella comunicazione, gente che studia i dati, che trova la formula giusta e investe a piene mani su quella — aderendo a criteri più o meno imposti dalla piattaforma che li ospita.

A loro volta, questi criteri si formalizzano sia nelle sedi delle grandi corporation (esempio: YouTube che anni fa decide di deprioritizzare i video che puntano sui click favorendo quelli che puntano sulle visualizzazioni lunghe), sia — in parte — grazie al nostro comportamento online.


Cosa stai cercando di dire?

In questo pezzo su Vox, Rebecca Jennings si è fatta un giro nel mondo dei "cringey, clickbait DYI channels" — ossia i canali mezzi imbarazzanti a tema fai da te elementare e scherzoni, esattamente come 123 Go!.

Lei dice che per capire questi video, dobbiamo capire il resto di YouTube: tutti i contenuti che circolano sulla piattaforma sono sottoposti a regole più o meno non scritte. E perché alcuni prevalgano su altri, è necessario che si allinei un certo numero di pianeti.

Intanto devono essere facilmente trovabili su Google e ottimizzati affinché finiscano nei “consigliati” — evvabbe, lo sappiamo. Poi, necessario è avere un certo gusto "nel creare un senso di urgenza (spesso reso attraverso stampatelli e punti esclamativi)" nei titoli. E buongiornissimo.

Altra cosa, utilizzare immagini d'anteprima colorate, strane, e a modo loro indimenticabili — mai beccata un’inserzione di Wish con un oggetto totalmente privo di senso? Ecco: serve a Wish per colpirti fortissimo in faccia.

L’esempio massimo citato nell’articolo è quello delle thumbnail in cui le persone mordono o stanno per mordere qualcosa di strano — come, perché no, un gigantesco rossetto finto e possibilmente edibile :)

8 milioni di views

"Me ne sono accorta un annetto fa", ha spiegato alla giornalista la youtuber Cristine Rotenberg, già nel 2018.

"È come se a un certo punto i canali avessero capito, tutti insieme nello stesso momento, che mettere cose photoshoppate vicino alle bocche ti fa fare un sacco di click".

“Se hai bisogno di un piccolo aiuto in classe, abbiamo dei fai da te fantastici” — 5 milioni di views.

E quindi, un video finisce in tendenze perché la formula ha funzionato: la foto è quella giusta, il titolo è catchy, l’argomento attira, il contenuto è stato indicizzato bene, e — soprattutto — qualcuno se l’è guardato.

Alla fine dei conti, vale lo stesso discorso che facevamo coi video per bambini qualche settimana fa, e che incollo per questioni pratiche:

Se continuiamo a star dietro solo a cose “che funzionano” — titolandole con nomi a prova di algoritmo — rischiamo di dare la merda in pasto ai nostri figli senza neanche accorgercene.

In altre parole, se questo gigantesco wet market dei contenuti diventa solo ottimizzazione meccanica, finisce che cominciano a circolare cose a caso — tipo quel video senza senso che si chiamava “Wrong Heads Disney Wrong Ears Wrong Legs Kids Learn Colors Finger Family 2017 Nursery Rhymes”.

E questo non c’entra niente né coi russi né coi ciprioti. Poi vabè, magari scopriamo che c’è un gruppo di lobbisti col fetish della masticazione che spinge a botte di milioni affinché i video di gente che mette le cose in bocca salgano in termini di views — cosa che forse spiegherebbe tutto il mercato dell’ASMR.

Comunque sia: ora che consoci la storia di “123 Go!” guarderai alle tendenze di YouTube e ai rossetti commestibili con un occhio leggermente diverso.


Basta: ti aspettavi una cosa tranquilla? E invece niente, machine behaviourism a manetta ;;DD

Noi ci vediamo a breve: intanto ti invito a scrivermi tranquillamente (risp a questa mail, o su Instagram, o su Twitter), a condividere — se ti va — questa newsletter, e a NON USCIRE DI CASA.

Ciao, alla prossima!

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