Tua figlia ha una cotta per Giuseppe Conte Senpai

Il presidente del Consiglio è diventato un k-pop idol e adesso possiamo effettivamente chiudere tutto.

Ciao

Io sono Vincenzo e questa è zio, la newsletter che ti racconta le cose giovani di cui non ti fregava niente fino a 24 parole fa.

Prima cosa da dire: vedi quanto è gigantesco l’elefante in questa stanza? È il coronavirus.

Seconda: a casa, da dove leggi, te la stai passando bene? Spero davvero di sì. Io mi sto mestamente abituando a questa nuova vita.

Me ne sono accorto un paio di giorni fa: a inizio isolamento mi capitava di vedere un film, o leggere un libro, e dimenticarmi per un po' de La Situazione in cui ci troviamo. Come se si fosse tornati, che so, a febbraio 😍😍😍

E invece no. Non saprei come definire questa sensazione, ma non durava molto: di solito dopo qualche secondo arrivava uno schiaffone in faccia che mi riportava a marzo 2020, nella realtà pandemica. Tipo un reality check, ma senza check.

Tutto questo prima, dicevo. Qualche giorno fa. Ora non mi succede più. Immagino sia una buona cosa triste.

Comunque: durante una di queste sere in cui ci è toccato fare i conti con la noia domestica e le conferenze stampa del Governo, ho preso il telefono e sono andato a cercarmi #giuseppeconte, #conte e altri hashtag simili su TikTok.

Così. Per noia. Quarantena, giorno 3.

Immagine dell’autore

Non potevo immaginare che seguendo queste piccole schegge di paradosso cognitivo potessi infilarmi in un buco nero in cui l’avvocato e premier Giuseppe Conte finisce per essere il nuovo teen idol della community k-pop italiana.

Posso spiegare.


Cos’è questa storia di Conte “teen idol”?

Forse nelle ultime ore avrai visto girare qualche meme di “seconda generazione”, ma riassumiamo: su TikTok, Instagram e Twitter, in questi giorni Conte è diventato oggetto di una specie di devozione senza precedenti nella storia politica italiana, soprattutto tra i più giovani.

Capiamoci subito: non ho intenzione né di dare giudizi sull'operato del Governo, né di parlare del Conte commander-in-chief, né di fare valutazioni politiche — non è il contesto, né forse il momento.

Sappi però che ‘sto generico “movente apolitico” è lo stesso che sta animando questa giostra di contenuti pro-Conte. Andiamo.

Sostanzialmente: se ti mettessi a cercare #giuseppeconte o altri hashtag simili su Twitter, ti imbatteresti subito in una serie di tweet che sembrano provenire, per la grandissima parte, da utenti generalmente molto attivi nella comunità k-pop italiana.

La canzone è uno dei brani più famosi dei BTS, “Black Swan”.

Si tratta in larga parte di ragazze molto giovani e con il volto di un idol coreano come immagine profilo, che di punto in bianco hanno cominciato a postare tweet, video e fotomontaggi in cui a Conte viene riservato lo stesso trattamento che di solito si riserva a un componente dei BTS o di qualche altra band asiatica: una venerazione sfrenata, e suffissi come oppa, daddy o senpai — tutti termini mega deferenti, ma con vaga accezione flirty.

Ecco il genere di cosa di cui sto parlando — così ci capiamo:

Se la cosa ti sta appassionando, qui trovi un thread pieno di fancam su Conte — fancam è una cosa che inizialmente si riferiva a clip amatoriali girate da fan su personaggi famosi, ma che è finito con l’includere qualsiasi videotributo.

Comunque sia: in poche e giovani parole, questa community sta stanando il presidente del Consiglio italiano (da stan, ossia idolatrare ossessivamente). Ma adesso basta parlare strano, torniamo velocemente alla realtà come in un reality check senza check :(

Nelle ultime ore qualche media mainstream si è accorto "a modo suo" di questo fenomeno. Almeno in parte.

Dagospia ha fatto una specie di gallery senza troppi commenti. Repubblica ha messo insieme un videocollage — titolo, ovviamente, “Tutti pazzi per Conte” — in cui non si fa però troppa distinzione tra meme generici e sincera adorazione. Insomma, non ci hanno capito molto, e un po’ capisci anche perché.

Questo fenomeno è talmente inspiegabile che, in effetti, riesce difficile comprendere dove finisca la trollata e inizi questa preoccupante deriva sessuale attorno all’avvocato del popolo.

Io me la sono vista scorrere davanti mentre cresceva. Ho cercato di fare un passetto in più. Vediamo se riusciamo ad arrivarci insieme. Hai altro da fare? No.


Come ci siamo infilati in questo buco nero?

Questa storia può avere mille spiegazioni, o semplicemente nessuna. Questa è la mia, e voglio dividerla in due fasi.

Partiamo da quella a noi temporalmente più vicina. Mercoledì scorso Conte ha interrotto la monotonia delle nostre nuove serate con un’ennesima conferenza stampa.

Anzi, un videomessaggio registrato — abbastanza accorato e solenne, per quanto possa permettersi Conte. Da dietro una scrivania, e davanti alle bandiere d'Italia, d'Europa e della Presidenza del Consiglio, il premier ha voluto encomiare lo sforzo degli italiani, degli operatori sanitari e della Protezione Civile.

Ha voluto spiegarci che i sacrifici che stiamo facendo sono necessari, chiamandoci a però a un'evoluzione della situa.

Nella seconda parte del discorso, infatti, Conte ci ha introdotto sommariamente alle nostre nuove vite: isolamento forzato in casa, e tutta una lunga serie di esercizi commerciali da far chiudere.

Finale mezzo commosso:

“Rimaniamo distanti oggi per abbracci con più calore per correre più veloce domani. Tutti insieme ce la faremo”.

È una frase che detta in prima serata a reti più o meno unificate, e nelle tv di un paese in lockdown causa pandemia, può legittimamente suonare un po' epica. O quanto meno, indurre vagamente la sensazione che in un modo o nell'altro ce la caveremo.

Ed ecco: questa stessa cit ha cominciato a rimbalzare in ogni social su cui ho un profilo (tutti). È diventata istantaneamente un motto, un augurio, uno "Yes We Can". Te ne sarai accorto anche tu: il percepito su Giuseppe Conte è gradualmente cambiato in positivo, almeno fino al momento in cui riceverai questa mail.

Pochi minuti dopo, #GiuseppeConte è diventato velocemente trending topic su Twitter a botte di moti d’orgoglio, ripensamenti sulla sua persona e sulla sua condotta politica. E poi basta: fine ricostruzione storica. Inizio ricostruzione personale.

Immagine dell’autore.

Qualche settimana fa qui su zio abbiamo parlato del k-pop, delle sue star e della sua army italiana: dei suoi componenti sappiamo che sono mega accaniti, armati di app di photo e video editing per dispositivi mobili, e che per riversare amore verso i loro idol prediligono habitat come Twitter.

A partire più o meno dal messaggio di mercoledì, l'oggetto di queste particolarissime attenzioni — come abbiamo visto — è improvvisamente diventato Conte.

E se da una parte non mi viene per niente difficile pensare che la solennità del discorso, le fattezze stesse del premier e il fatto che fosse finito in trending topic abbiano contribuito a portare la fanbase k-pop italiana su questo tema — e a lanciare uno storm a metà tra la propaganda istituzionale e una puntata di "Piccoli Problemi di Cuore" —, dall'altra penso sia necessario fare forse ancora un passo indietro.


Sì ma da dove è partito tutto?

A questo punto, se fossi Alberto Angela e mi stessi muovendo leggero tra le spoglie di un'antica cittadella romana, guarderei in camera sornione e farei lentamente segno con entrambe mani di tornare a qualche giorno fa.

"È il 4 marzo" — esordirei. "E il presidente del Consiglio italiano ha appena firmato il decreto col quale si ufficializza la chiusura delle scuole".

Com'era ampiamente immaginabile, una notizia di questo tipo ha impattato enormemente sulla quotidianità dei ragazzi in età scolare, e sul loro day-by-day social.

Sarai sempre nel mio cuore 🥺🤍
Ti voglio bene
#conte #premierconte #giuseppeconte @lebimbedigiuseppeconte
March 13, 2020

La decisione di chiudere scuole e università, quindi, è velocemente diventata un meme su TikTok — che come abbiamo visto è il social di riferimento per questa determinata fascia d'età.

E lo ha fatto inizialmente con contenuti di questo tipo, che ironizzavano sul fatto che una decisione chiara e univoca sulla questione non fosse ancora stata presa. Poi, con la serrata ufficiale, con una serie di ringraziamenti pubblici a Conte.

A questo punto tu dirai: vabbe avranno detto o scritto cose tipo GRAZIE PRESIDENTE MITICO. E invece no.

Invece "ringraziare Conte" è diventato dirsi innamorati di lui. Cantargli delle canzoni. Dire di essersi persi nei suoi occhi. Il meme più ricorrente è stato abbinare sue immagini a una canzone neomelodica che fa “Mi sono innamorato, ho il cuore accelerato” ecc.

La canzone è "Me fatt asci’ pazz" di Samuele Nisi: se vuoi che dedichi una puntata di “zio” a questo genere clicca forte sul tasto "rispondi" della mail o scrivimi su Instragram.

E quindi eccoti una bella lista di TikTok di questo tipo, che però non riesco a infilare nel corpo della mail se non così:

Eccetera.

Per chiudere: la mia ipotesi è che questo meme mezzo ironico del ringraziare Conte per la chiusura delle scuole sia poi tracimato su Twitter e abbia incontrato nel messaggio accorato di mercoledì scorso, e nella community filocoreana, la sua tempesta perfetta. Poi è arrivato a qualcuno un po’ più grande, non è stato molto compreso, da meme zoomer è diventato millennial e adesso è finito su Dago. :(

Basta, finito.


Perché dovrebbe interessarmi?

La k-pop army italiana sta stanando il presidente del Consiglio in piena pandemia globale definendolo daddy. Non credo di dover aggiungere altro.


E questo è quanto: fammi sapere se la cosa ti convince, se ti senti di vivere nella timeline sbagliata, o semplicemente se ti senti solo. In caso sai dove trovarmi: A CASA.

Per il resto ti invito sempre a beccarmi su Instagram e Twitter, ad ascoltarti la mia musica, a riguardarti gli altri episodi di zio e a condividere questa mail con altri: mi faresti un grande piacere.

Ciao.

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