Vabe' dai parliamo di Twitch

Incredibile: migliaia di persone se ne fottono altamente delle tue room su Clubhouse.

Ciao,

Io sono Vincenzo e questa è zio, la newsletter che ti racconta i giovani e ti finisce nella casella di posta.

Che si dice? Non ci si sente da un po’. Hai ragione, scusa, poi ti racconto ti giuro.

Intanto grazie perché abbiamo raggiunto e superato i 5000 iscritti. Non dovevi :)

Poi, oggi è arrivato quel momento. In questi mesi ho cercato in tutti i modi di non parlare di Twitch: un po’ perché ormai non avrei saputo da dove cominciare, un po’ perché aspettavo che uno dei trenta streamer che ho contattato si decidesse a rispondere alla mia richiesta di intervista. Non è successo :(

E quindi: oggi cerchiamo di capire un po’ ‘sta piattaforma, ma soprattutto lo scenario italiano. Non tanto per parlare di gaming ed eSport — me ne guardo benissimo — o perché è una moda-giovane più o meno temporanea, ma perché è probabilmente destinata a restare e a cambiare il modo in cui stiamo su Internet, in cui pensiamo ai contenuti e all’intrattenimento, e a tante altre cose che in questo momento non mi vengono in mente.

Vediamo insieme. Eccoti una torcia 🔦


Cos’è Twitch?

POV: sei Mario Draghi e sei appena entrato a Palazzo Chigi. Cosa fai?

Fai come noi: parti da zero — o assegni un ministero a Maria Stella Gelmini. Twitch è una piattaforma di streaming, esiste dal 2011 col nome di Justin.tv (o meglio, come sua costola) e nel 2014 è stata acquisita da Amazon.

Su questa piattaforma ogni utente gestisce un proprio canale e manda in diretta quello che vuole: sé stesso (tramite una webcam, o un telefono), la propria sessione di gioco, i contenuti di qualsiasi altro sito.

Poi c’è una chat, che se vuoi puoi far comparire direttamente dentro l’inquadratura, e bella lì, sei uno streamer, complimenti vivissimi.

Una volta finite, le dirette restano sul profilo come video on demand (VOD): in alcuni casi per un botto di tempo, per altri — i canali più piccoli — solo per un periodo limitato. Se sparisce di punto in bianco, probabilmente è stato violato qualche cazzo a livello di copyright.

Vado subito al punto, comunque: sì, potresti pensare che Twitch sia una roba pensata soprattutto per infognati di videogame. E infatti è così che nasce: il Twitch di Justin.tv era sostanzialmente un verticale a tema gaming.

Ancora adesso la stream con più views di sempre è quella di TheGrefg mentre gioca a Fortnite (più di 600mila viewer contemporanei fatti nel dicembre scorso, superando il record di un altro gamer: Ninja). Oggi però, dicevo, non ti parlerò di gaming. Mi disp.

Perché da un po’ di tempo Twitch non è più solo quello, e se finisci in home puoi beccare tranquillamente un tipo che tosa il cane, uno che dorme in diretta o un altro che commenta i video di PiazzaPulita tra una sessione di Valorant e una di LoL — tant’è che le categorie adesso annoverano anche cose come “Just Chatting” (in italiano “Quattro chiacchiere”), “Talk show & podcast”, “Music” “ASMR”, “Cibi e bevande”.

Io in questi mesi ho letto un po’ di cose, ok. Ma soprattutto ho cercato di farmi un’idea in modo un po’ più “empirico”: ho guardato un botto di ore di dirette, ho provato a farne qualcuna anch’io, e ho frequentato quasi esclusivamente canali italiani.

Posso provare a raccontarti cosa ci ho capito. Vediamo dai, non ti prometto la luna.


Come funziona Twitch?

Anche qui: le basi. Twitch è un sito ma anche un’app per smartphone. Attraverso questi puoi guardare le dirette altrui, gestire il tuo profilo e provare a lanciare la tua live.

Gli strumenti messi a disposizione da Twitch sono ancora molto basic e spesso non tanto affidabili: per questo, se vuoi provare ad alzare un po’ il livello, ci sono decine di strumenti e software che ti permettono di fare quello che ti pare. U

nico problema: ti servono un minimo di alfabetizzazione informatica (non troppo, ma almeno il giusto per capire Streamlabs o OBS, alcuni dei software più utilizzati) e un computer o un telefono che reggano la diretta. In più vanno considerate potenziali aggiunte come microfoni, luci, neon colorati, schermi extra.

Detto ciò: hai messo un titolo alla tua live, le hai dato una categoria e sei riuscito a farla partire — ottimo. Cosa succede adesso?

Nulla. Nel senso: Twitch ti “costringe” — o “stimola”, se vogliamo — a mantenere una certa costanza attraverso un piano di “obiettivi”. Raggiunti questi achievement e trovato il tuo ritmo, in genere, puoi provare a crearti anche una piccola platea di utenti disposta a seguirti mentre cerchi di creare il tuo content — li chiamano così.

Tema community, tra l’altro: sono fondamentali e crearne una propria è tutto ciò che conta — soprattutto perché pakano. Si può contribuire alla crescita di un canale in vari modi, che metterò qui in elenco puntato:

  • Dandogli il follow (sarai sempre aggiornato su quello che fanno i tuoi preferiti, ma nulla più);

  • Passando a Twitch Prime (è gratis se hai già Amazon Prime: fa guadagnare un gettoncino allo streamer, e ti permette di rimuovere le interruzioni pubblicitarie);

  • Pagando una sub (subscription) per N mesi e ottenendo quindi contenuti extra come emotes (vedi sotto) particolari, possibilità di commentare quando la chat è ristretta, badge, ecc;

  • Regalandogli dei Bit (una specie di moneta virtuale).

All’interno delle chat si crea spesso una dinamica “familiare”. Esistono delle emoji standard che si chiamano emotes, e che in alcuni casi, su alcuni canali, si possono personalizzare in base al volto e alle reaction degli stessi streamer.

Un po’ di esempi di emotes generiche:

Alcune di queste community verticali si riuniscono anche su Reddit, Telegram e Discord. Capita che si faccia riferimento a inside joke (esempio: l’uso dei numeri che finiscono per nove in tono interrogativo); che si usino parole di un certo tipo (come scammare, ossia non ringraziare gli utenti che donano, o più in generale fregare); che si diffondano meme codificati (es: l’emoji zucchero quando qualcuno si assenta dalla stream).

Ancora, puoi supportare altri creator ospitando la loro diretta (“host”) o deviandogli i tuoi spettatori mentre chiudi la live (i cosiddetti “raid”). Puoi far sì che gli altri selezionino dalle tue live i momenti migliori per trasformarli in piccole “clip” — che poi i freeboter prenderanno e ripubblicheranno su altre piattaforme.

In tutto questo, i canali con più seguito possono avere anche più moderatori — che stanno attenti a pulirgli i messaggi in chat e a evitargli rogne.

Inciso “legal”, già che ci siamo: Twitch ti permette di guadagnare con pubblicità, subs e donazioni, ma ti chiede di non diffondere i relativi dati. Ti permette di fare stream lunghe giorni e giorni, ma a patto di rispettare una stretta infilata di regole (che includono tutto ciò che può lontanamente somigliare a minacce, violenza, discriminazione, nudo), pena la rimozione dei contenuti, il ban (l’espulsione temporanea) o il permaban (definitiva, contro cui c’è stata anche una protesta).

È un mondo un po’ così. Stanno tutti molto attenti a “dissociarsi” da commenti e da altri contenuti bannabili che possono spuntare a caso in una diretta — “mi dissocio” è un meme, perfino. Ma si bestemmia anche tanto 🤷

Dicevamo cmq: soldi. Gli streamer di solito ringraziano ossessivamente gli utenti che si iscrivono al canale o che fanno una donazione — per non scammarli, appunto — spesso replicando al messaggio che gli viene lasciato.

Questo messaggio, molto spesso, viene letto da un sintetizzatore vocale (in genere Alexa) utilizzato al posto delle normali notifiche per ogni sub ricevuta. Così, invece di sentire un classico ding, su alcuni canali può capitare di far leggere a una vocina robotica il proprio messaggio — qualsiasi esso sia — senza censure e al solo prezzo di un’iscrizione.

E qui veniamo un po’ alla ciccia: perché con questo strumento l’interazione con lo spettatore è quasi istantanea (ma tendenzialmente a pagamento) e perché la voce riprodotta (con una normale cassa bluetooth) è spunto per alcuni dei format più noti.


Cosa trovo su Twitch?

Facciamo un esempio, per capirci. Io sono uno streamer e sono in live in giro, in un posto affollato. Con me ho un piccolo speaker bluetooth acceso che riproduce tutti i commenti alle subs che mi arrivano. Tu, da casa, cosa fai?

Esatto: fai riprodurre allo speaker parolacce e frasi imbarazzanti per farmi fare una figuraccia (tipo così) 👌

La prima volta che ho visto come funziona una “IRL” (“In real life”, si chiama così) sono rimasto DI UN CAZZO DI SASSO.

Non potevo credere che fossimo arrivati a un tipo di offerta contenutistica che consistesse nel portare in giro un ripetitore di figuracce per garantirsi:

  • Degli abbonamenti, stimolati dalla possibilità di vedere riprodotta qualsiasi frase in pubblico;

  • Il content, perché ogni nuovo commento alle subs genera le reazioni dello streamer, e quelle della gente intorno, per il puro diletto di chi guarda.

Le IRL esistono da tempo, e coi cosplayer trumpiani sono persino arrivate dentro l’assalto di Capitol Hill di gennaio, se ricordi bene — a un certo punto mi sa che Mentana ha mandato in onda una IRL di qualcuno da Washington, quella sera.

Una delle IRL italiane più famose: quella di Luis Sal, Homyatol, Panetty e Sdrumox in Slovenia

Comunque, siccome non voglio far diventare questo episodio di zio un papiro chilometrico, e siccome molti di questi aspetti e personaggi meriterebbero (e meriteranno magari, boooh) approfondimenti a parte, eccoti una serie di content in cui ti potresti imbattere girellando per la porzione italiana di Twitch (definizioni: mie, ma è per capirsi):

  • Le IRL con la cassa accesa (ne abbiamo parlato ora);

  • Le live di gruppo con altri streamer (non c’è molto da spiegare);

  • Le reaction (a programmi TV come “Il Collegio”, “La Caserma”, “La Pupa e il Secchione” o ad altre cose a caso che spesso nessuno si guarderebbe da solo);

  • I gameplay (GTA, Fifa, League of Legends, COD, Minecraft, Fortnite, ma anche di cose più easy o mode passeggere come Rust e Among Us);

  • Le interazioni con alcuni tipi di utenti (telefoni aperti a tutti, chiacchierate a tema, risposte a chi manda un determinato tipo di messaggio — qui Nello Taver recensisce i profili Instagram degli utenti);

  • Le sleeping stream (in cui gli streamer dormono in diretta e gli utenti possono svegliarli facendo rumore con le subs — eccone un luminoso esempio via Gskianto);

  • Le maratone live (in cui c’è un countdown che decide quando finisce la diretta, ma che gli utenti possono portare indietro facendo altre donazioni);

  • Qualche freestyle;

  • Le interviste;

  • ASMR (esattamente come per YouTube).

Bonus: una delle mie robe preferite è quando gli streamer (non tutti) vanno a controllare in live le loro board Reddit per vedere su cosa ha memato la propria community prendendo spunto dalla live della sera prima.

Gskianto, detto “Il maestro”

Non è detto che ogni stream abbia un solo content: le dirette possono durare ore e ore, e i contenuti susseguirsi senza schemi prestabiliti, passare di categoria in categoria, senza regole o giustificazioni.

Questo però è tendenzialmente quello a cui ti troverai davanti. Ti lascio un po’ di nomi di streamer e canali italiani famosi senza metterli in elenco, cosi ti fai un’idea: Zano (soprattutto Fifa, tra i più seguiti), IlMasseo (sempre Fifa ma con più bestemmie), Cerbero_Podcast (su cui sorvolerei, ma di cui citerò il flame con Domani), Homyatol ed Enkk (variety streamer, animatori della comunità dei “Modificati”), Barbara Marrocco (con un format in cui fa cantare le persone), Panetty (reaction, format e cazzi suoi), Gskianto (colonna dei server italiani di GTA e dei “Goliardici”), MatteoHS e BabboHS, Luis e Martin Sal (e le sue dirette “situazioniste”), Il Gabbrone (specialità: birrette IRL e farsi pullappare), imviolet, Dario Moccia, Pow3r, Nello Taver (viralone anche su YouTube coi suoi freestyle), Grenbaud, LucyL3in, Gabbo. Basta, tanto me ne perdo a decine.


Perché dovrebbe interessarmi?

Qualche mese fa — diciamo a novembre — ho avuto come la percezione che la situa Twitch stesse esplodendo, che stesse diventando sempre più rilevante. Il giorno prima trovavi la love di Fedez e Chiara Ferragni ripresa su Striscia la Notizia, il giorno dopo beccavi Ciro Immobile giocare a Call of Duty con Homyatol.

Intendiamoci subito: quando parlo di “più seguiti” o di generici trend, parlo di dirette che superano i 20/25mila contatti unici contemporanei — in Italia, di notte, dopo una certa ora. Per dire, una diretta a caso di Paoloidolo che gioca a LoL segna molti più viewer della live dei più noti giornalisti italiani su Instagram.

E infatti solo nell’ultimo anno Twitch (mondo) ha superato i 17 miliardi di ore guardate, l’89 percento in più rispetto al 2019. Ogni mese in Italia si arriva a 4 milioni di utenti, con una spiccata crescita avvenuta durante il primo lockdown.

Solo a marzo 2020 in Italia Twitch sarebbe cresciuto del 25 percento in termini di viewer, generando peraltro una piccola casta di famosini che si conoscono fra loro — e conoscono la loro fanbase — quasi esclusivamente attraverso Internet, dato che eravamo tutti chiusi in casa 🤌

Mettici pure che (fonte: Ufficio Studi Coop 2021) ormai ci abitueremo a uscire sempre di meno, e a vedere altre persone dentro uno schermo, e hai il quadro completo.

Oops.

Dettaglio impo: da qualche tempo sono i creator stessi, in molti casi, a spostare pian piano le proprie community, magari venendo da altre piattaforme: perché su Twitch — a detta di molto di loro — c’è più certezza in termini di monetizzazione (rispetto a YouTube, per esempio), e perché creare contenuti è più facile: basta essere live, esistere, senza perdere ore di montaggio o di scrittura video.

Per rispondere alla domandona, quindi: sì, tutto il mondo di Twitch dovrebbe un po’ cominciare a interessarti (tra l’altro ti lascio qui una storia bella croccante: gli streamer che si mostrano solo sotto forma di avatar, e i disegnatori di quegli stessi avatar che poi cercano di far bannare quei canali per questioni di copyright 🤯).

Dovrebbe interessarti, dicevamo, non perché sia una roba da conoscere per saperla più lunga degli altri, o perché è l’ultima frontiera del marketing digitale. Ma perché Twitch risponde in modo nuovo, con una lingua nuova e delle notifichette sceme, a delle vecchie e immortali esigenze di intrattenimento (le reazioni, la competizione, il cazzeggio tra coetanei) che i giovani non riescono a trovare più nella vecchia tv — o comunque in nessun altro media. Bam!

Nel senso (e te ne avevo già parlato, in altri termini): sapresti dirmi che differenza c'è tra la Gialappa’s che commenta il Grande Fratello Vip, e gli Arcade Boyz che si guardano tutta una puntata della Caserma? O tra un tormentone di Zelig anni 2000 e un memozzo comparso sul Reddit di Enkk? Io non saprei.

C’è comunque una cosa che non ti ho ancora detto, e penso sia molto rilevante: spesso i content non sono fatti per essere proprio “visti”, ma più per restare in background. Come un flusso continuo e in presa diretta che possa restare in sottofondo e non necessiti di particolari attenzioni, come quando facevi i compiti con Italia Uno sotto.

In tutta franchezza: ti ho dato troppe info? Poche? Le sapevi già? Potevi farne a meno? Non so mai come regolarmi. Ci vediamo alla prossima!


E questo chiude l’asciughino. Io ti saluto, e ti raccomando le solite cose: qui trovi l’archivio con le altre puntate; mi trovi anche su TwitchInstagramTwitterLinkedIn; e se mi sposti nella casella normale di posta (e aggiungi questo indirizzo alla rubrica) mi aiuti a non finire in spam o “promozioni”.

Ciao dai andiamo